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numero collana


Autori e racconti

Marzia Accardo ELIMINARE GLI OSTACOLI
Graziano Aldrovandi CACCIA ALLO SQUALO
Silvia Alonso IL SEGRETO DI SENENMUT
Silvia Angelini L’AMICO DI PENNA
Paolo Barletta BENITO VITTORIO PINTAURO, VEDOVO PORZIO
Daniele Bergonzoni OPERAZIONE: BIM BUM BAM
Marco P. L. Bernardi DELITTO AL GIALLOFESTIVAL
Marco Bertoli STAFFETTA
Carlo Bolzoni DESIDERIO MUTO
Paolo Botti INVITO A CENA
Daria Camillucci UNA FAMIGLIA PERFETTA
Davide Camoni PONTE DEL DIAVOLO
Cecilia Monti Canestrari COME UCCIDONO LE MUCCHE
Carmine Caputo CASH BLACK
Giliola Colari GAME OVER
Alessia Corazzi JINX, LA BAMBINA CHE PORTAVA SFORTUNA
Alice Cristiani LEI
Viviana De Cecco CENERENTOLA MORIRÀ A MEZZANOTTE
Claudio De Leporini IL PRIMO E L’ULTIMO
Eric Delerue DA ERNESTO
Roberto Rodolfo De Lorenzi SOLUZIONE SENÀREGA
Giuditta Di Cristinzi IL DELITTO DELLA CAMERA CHIUSA
Elena Dottini LA VASCA
Davide Ferrari PIZZA “AD OMICIDIO”
Nicoletta Magnani IL GALLO PIO
Laura Mazzucato MY FUNNY VALENTINE
Fausto Meoli CALOPSITE
Deanna Morlupi PRECARIETÀ
Bianca Nocentini DANCING
Luca Notarianni CALZINI
Cristina Origone PERFIDA ANGELICA
Lucia Pelizzi BUONI VICINI
Ambra Pellegrini LA CONGIURA
Paolo Puliti DENTE DI LUPO
Ilaria Riz PAVONI
Antonio Rubino LA SAGRA DELLA NOCE
Marco Scaldini DON’T WORRY BE HAPPY
Viviana Sebastio SALE
Walter Serra IL TERZO UOMO
Mauro Sighicelli IL CASO INPRONTI
Fabio Simiani UNA BOCCATA D’ARIA FRESCA
Rosalia Siviero COLTELLO DA BURRO
Dario Snaidero LABIRINTI DI MORTE
Massimo Spelta LA DONNA ALLO SPECCHIO
Giada Strapparava ROSSO COME IL SANGUE
Ellery Sueen DA CHE PULPITO!
Andrea Tani CANDY CANDY
Fabio Venosini RACCORDO
Iryna Volynets LA MACCHIA

2023

402

978-88-6810-497-9 

18,00

Si


Dove acquistare il libro

Sinossi

Tutti i racconti finalisti della quarta edizione di GialloFestival.
49 racconti di altrettanti autori italiani.

Gli autori

Primo capitolo

DON’T WORRY BE HAPPY
Marco Scaldini

Che mio marito mi tradisse lo sapevo prima ancora di averne le prove. Non lasciava infatti alcuna traccia, neppure un innocente indizio, e questo poteva voler dire solo una cosa: che li cancellava tutti metodicamente.
Normalmente un coniuge dà sempre adito a dei sospetti: un ritardo, una telefonata misteriosa, qualche capello biondo di dubbia provenienza... mio marito mai. Troppo bello per essere vero e fu infatti l’eccessiva precisione nel cancellare le tracce a tradirlo.
Il cellulare. Come ogni moglie che si rispetti, a fine giornata mentre lui era in bagno a fare la doccia, lo estraevo dalla tasca della giacca e controllavo il registro delle chiamate e le chat di Whatsapp.
Niente.
Sempre niente.
Soltanto le telefonate mie e la chat del calcetto.
Il che era ovviamente impossibile, visto che fa il consulente finanziario e alcuni clienti lo chiamano anche sul telefono privato, oltre che sul cellulare aziendale che lascia in ufficio. Se quindi si dava pena di cancellare i numeri prima di rientrare a casa, significava che ce n’erano alcuni che scottavano. Il problema di scoprire quali fossero poteva apparire insolubile, ma per fortuna possedevo una risorsa segreta.

— Se ho capito bene, si tratta solo di recuperare qualche numero di telefono cancellato?
— Esattamente.
— Problemi di corna?
— Verosimilmente.
— Per quanti minuti lascia incustodito il cellulare?
— Il tempo di una doccia.
— Sarà sufficiente. Se cancella le chiamate poco prima di rientrare a casa, ci sono buone probabilità di trovarne traccia nella memoria cache. Inserisci questo cavetto nella fessura per la ricarica, poi premi il pulsante sul dispositivo collegato e lascialo inserito finché la luce rossa non si spegne. Un minuto dovrebbe bastare. Domani riportamelo.
Adelmo, oltre che un genio dell’elettronica, è il mio più caro amico dai tempi del liceo. Segretamente innamorato di me, come ogni amico che si rispetti, ma cronicamente timido, tanto che non è mai andato oltre una manifesta antipatia per mio marito. Lo sfrutto senza ritegno ogni volta che ne ho bisogno e anche quando non ne ho, giusto per mantenere il vincolo.
Il giorno dopo avevo i numeri.
Chiamai il primo.
Don’t worry be happy, party ricevimenti e feste. In cosa posso esserle utile?
Dopo solo un attimo di disorientamento capii.
— Buongiorno, mi chiamo Visalberghi. Mio marito ha forse prenotato un ricevimento di compleanno per la prossima settimana?
— Mi lasci controllare... dunque... ecco qui, sì Visalberghi, 17 maggio. Mi perdoni, non vorrei aver rovinato la sorpresa...
— No no, non si preoccupi era solo un controllo, grazie arrivederci.
Che caro! Una festa a sorpresa per il mio compleanno. Infedele ma caro.
Il secondo numero, fattami più accorta, lo digitai non sul telefono bensì su Google. E i risultati della ricerca confermarono le mie previsioni. Le peggiori.
Mora sudamericana prosperosa disponibilissima e completa. Vieni a fare con me quello che non fai con tua moglie...
L’annuncio si ripeteva più o meno identico su vari siti di incontri con escort.
La pelle mi si accapponò.
A puttane.
Mio marito andava a puttane!
Dovetti ripetermi quella frase più volte perché il significato mi divenisse chiaro. Tornava a casa e mi baciava magari poco dopo aver finito di scoparsi una troia. E aveva pure il coraggio di prepararmi feste di compleanno a sorpresa!
A sangue freddo forse non avrei fatto niente di ciò che feci dopo, ma agii d’impulso.

— Ecco, è quel condominio laggiù. Fermati qui, andrò a piedi.
— Sei sicura di quel che fai?
Adelmo era nervosissimo, credo non tanto per la situazione quanto perché mi vedeva in subbuglio.
— No, per niente.
— E che intenzioni hai, allora?
— Non lo so. Ma voglio almeno vederla. Magari parlarci.
— Parlarci? Quella è una prostituta! Di che vuoi...
— Aspettami qui.
E scesi.
Non era trascorsa neppure mezz’ora da quando avevo scoperto tutto. Rifiutavo di fermarmi a riflettere, ero corsa da Adelmo e gli avevo chiesto di fissare un appuntamento con quella donna e poi di accompagnarmi.
Ci trovavamo in una zona malfamata della periferia sud di Montecatini, il palazzo era occupato quasi esclusivamente da prostitute. Sui campanelli si susseguiva una sfilza di Jenny, Susy, Samantha, Perla, Amber. Suonai.
Al citofono una voce disse secondo piano, il portone da basso si aprì e io salii le scale. Era stato Adelmo a raccomandarsi dal finestrino: — Almeno prendi le scale. Pensa se dovessi rimanere bloccata in ascensore...
La porta d’ingresso era socchiusa, la varcai e finalmente la vidi. Mulatta, non molto alta, seno abbondante, capelli crespi corti. Nuda se non per una vestaglia trasparente verde. Nel complesso non un granché.
— Ciao, accomodati.
Per niente sorpresa che fossi una donna, evidentemente era abituata a clienti di ogni sesso. Feci qualche passo e lei chiuse la porta dietro di me, poi mi precedette in direzione della camera da letto.
— Spogliati pure, tesoro. Io ti raggiungo subito.
“Culo basso” fu l’ultima cosa che pensai prima di chiuderle le mani intorno al collo e strangolarla.

In conseguenza di ciò, avrebbe dovuto causarmi maggiore impressione quello che mio marito mi disse due giorni dopo, leggendo il giornale mentre faceva colazione.
— Ma guarda un po’... poveraccia, mi dispiace.
— Di chi parli caro?
— Di questa prostituta brasiliana che hanno ucciso. La conoscevo...
Fu interrotto dal suono del piattino e della tazzina di caffè che stavo per servirgli e che si fracassarono a terra.
Mi osservò divertito.
— Ma che hai pensato? Era una mia cliente.
— Una cliente?
— Sì. Lo sai che di questi tempi non possiamo certo guardare troppo per il sottile, quando si tratta di racimolare soldi, e lei operava in un settore che, contrariamente al mio, ha risentito poco della crisi.
Passato il primo momento, mi ritrovai stranamente calma, quasi in pace con me stessa. Non riuscivo a dispiacermi di quanto avevo fatto, né ero preoccupata delle conseguenze. Adelmo - caro ragazzo davvero, un giorno o l’altro dovrò pur concedergli ciò a cui aspira - si era limitato a complimentarsi con se stesso per la propria prudenza nell’effettuare la telefonata con un cellulare usa e getta.
Nessuno mi aveva visto entrare né uscire e non c’era modo in cui le indagini potessero risalire fino a me.
Il sentimento che prevaleva era, devo ammetterlo, il sollievo di aver scoperto che, alla fine, mio marito non mi tradiva.

— Con una puttana, capisci? Mi tradisce con una puttana!
La mia migliore amica è fuori di sé.
— Sei sicura di non sbagliarti, di non dare per prove certe quelli che invece sono solo degli indizi? È facile sbagliarsi, quando si è gelosi.
— No, l’ho pedinato più di una volta. Dice di andare a giocare a tennis e invece va da una troia. Sempre la solita. Poi torna a casa sorridente e bacia me e la bambina, mentre poco prima era a letto con quella là.
Scoppia a piangere. L’abbraccio e le chiedo in tono neutro: — Allora sai chi è?
— Certo, ho nome e indirizzo pronti per essergli sbattuti in faccia.
— Non sarà necessario. Ci penserò io, non preoccuparti.

— Ti giuro che quando ho sentito il nome Visalberghi e ho capito che a chiamarmi era tua moglie, mi si è gelato il sangue. Ho pensato che avesse scoperto tutto.
— E invece aveva solo scoperto della festa... non più a sorpresa, ormai.
— Già, ma da dove aveva avuto il numero del cellulare?
— Sicuramente da un tuo biglietto da visita che ho dimenticato da qualche parte in macchina o in casa.
— Devi essere più prudente.
— Ma va, mia moglie è tutto meno che il tipo sospettoso. Fai come dice il nome della tua azienda: Don’t worry, be happy!